Il palazzo fu di proprietà
della famiglia Albertini dove esercitò
l'arte farmaceutica. Fu costruito fra la fine
del 400 e i primi anni del 500 da un anonimo architetto
di cultura veneta, se si osserva la tipologia
delle finestre. Nel 1929 il palazzo fu restaurato
dall'architetto Luigi Corsini, infatti venne completato
il prospetto con l'integrazione in stile delle
parti decorative e delle modanature nelle 5 campate
del portico delle due cornici mancanti delle finestre
del piano nobile. Il palazzo è caratterizzato
nella facciata dalla presenza di una serie di
archi a tutto sesto con ghiere in cotto, e lesene
che si sovrappongono ai pilastri, sormontato da
un architrave 'trionfato; dalla presenza di eleganti
cornici, in pietra d'Istria. Sino al'700 il palazzo
restò di propietà della famiglia Albertini, poi
passò in eredità a Cristoforo Merlini e
all'inizio dell'800 a Stefano Francia che allestì
nell'edificio un caffè "Il Caffè del Patrioti".
Nel 1819 qui fu istituita la Società Cittadina,
ma nel 1866 il palazzo fu acquistato da Leopoldo
Pettini che mutò la Società Cittadina
in Circolo Cittadino e nel 1890 costituì
la Società de Pestapevar.
Nel 1929 il palazzo fu restaurato dall'architetto
Luigi Corsini su disegno dell'architetto Ariodante
Bazzero, mentre Eugenio Baldi Brisighella arricchì
lo scalone a rampe parallele con pregevoli ornamenti
in ferro battuto della cancellata interna, della
ringhiera e del lucernario.
Foto acquisita dal filmato realizzato
da: Cioja Giacomo
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