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Fu ordinata dai
coniugi Peppe di Oroboni e Catterina, che diedero
così inzio alla costruzione del più
antico convento e chiesa della Romagna e delle
Marche, poi dato ai padri Carmelitani. Le guide
turistiche infatti danno giustamente ampio risalto
a questa chiesa, approfondendone i dipinti dall'insolita
iconografia, (personaggi poco noti come Sant'Alberto,
Sant'andrea Corsini e il profeta Elia), la sua
elegante decorazione interna rispecchiante il
gusto del suo tempo. Tra al 1483 e 1490 circa,
venne edificata anche la cappella della Santissima
Annunziata.
La chiesa del Carmine così come ci appare
ai giorni nostri purtoppo non ci rivela l'originale
architettura quattrocentesca, (sicuramente di
più ridotte dimensioni), poiché
rovinò nel XIII secolo. Dell'edificio
originale rimane soltanto il campanile sul lato
sinistro della chiesa. La chiesa venne ampliata
nella prima metà del XIII secolo, con
l'aggiunta del presbiterio e dell'abside. La
sua ricostruzione iniziò nel 1735, e
terminò nel 1746.
L'edificio è composto da una navata e
cinque cappelle per lato, divise da lesene che
presentano capitelli corinzi. La navata è
lunga 32,44 m e larga 11,62 m. Gli altari sono
presenti soltanto in otto cappelle; le due che
restano servono da ingresso laterale della chiesa
e dà accesso all'altare.
La grandiosa volta a botte è occupata
da mensole, festoni, medaglioni, fregi, anfore
con fiori, conchiglie, stelle, foglie: tutto
dipinto per ornare cinque grandi scomparti.
Grande solennità è data inoltre
dagli altari e dall'organo barocco; le attuali
condizioni di quest'ultimo purtroppo non sono
buone nonostante i numerosi restauri. Degni
di nota sono inoltre i confessionali in noce
naturale, il pulpito e il coro e i preziosi
marmi dell'altare maggiore.
La convivenza delle parti più antiche
e quelle nuove risulta buona, anche se le differenze
degli stili si possono notare. Per esempio l'altare
della terza cappella è chiaramente in
stile neoclassico (1830). L'8 Febbraio 1644
i Carmelitani cedettero la cappella ad Antonio
Leoni.
Tutt'oggi questa chiesa testimonia la sobrietà
e l'eleganza della Forlì del XIII secolo,
a quei tempi ancora dotata di una propria cultura
artistica.
Foto realizzate da: Turroni
Theno
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