Il palazzo fu di proprietà
della famiglia Orsi fino al XIII secolo.Questa
familia è ricordata per aver partecipato
alla congiura contro il conte Girolamo Riario,
allora Signore di Forlì e marito di Caterina
Sforza. Quest'ultima, per vendicarsi della morte
del marito, uccise Andrea Orsi e perseguitò
il resto della famiglia costringendola alla
fuga. Quando la signoria di Caterina Sforza
decadette,gli esuli Orsi si ristabilirono nel
palazzo. La parte anteriore dell'edificio (che
si affaccia su Corso Garibaldi) subì
notevoli cambiamenti e fu portata allo stato
attuale per volontà di Luigi Orsi. Il
palazzo fu poi venduto al conte Domenico Matteucci.
Alla morte del conte, sua figlia Maddalena lo
ricevette in eredità e dopo aver contratto
matrimonio con il conte Giovanni Guarini, venne
soprannominato palazzo Guarini-Matteucci. Nel
1855 Giovanni Guarini commissionò la
facciata sulla Via Giorgina Saffi. Nel 1923
il palazzo passò di propriatà
all'avvocato Arnaldo Fosci che lo fece restaurare.
L'anno successivo durante i lavori, si scoprirono
sotto delle murature degli elementi architettonici
rinascimentali. Tuttora si possono ammirare
una parte del vecchio portico, la loggia superiore,
i capitelli corinzi e le volute ioniche delle
colonne. Il palazzo presenta anche numerosi
caratteri settecenteschi : la facciata è
ornata infatti da un portico a otto archi sul
quale poggiano le gigantesche lesene. Le porte
all'interno sono state realizzate dall'ebanista
Martini , che aveva il propio studio nello stesso
fabbricato. L'edificio ha una pianta all'incirca
trapezoidale, e all'interno vi è un cortile
diviso in due da una cancellata Al piano nobile
risiedono alcuni ambienti molto ben conservati:sale
e camere da letto con soffitti abbelliti da
decorazioni ottocentesche. Vi è poi un'interessantissima
saletta ovale, interamente decorata a tempera
in cui è stata posta per un breve periodo
la famosa Ebe del Canova, poi venduta al Municipio.
Degni di nota sono anche i camini di marmo uno
dei quali proveniente dalla bottega del Canova
e le tre porte della camera da letto azzurra
dipinte a sempre tempera con figure ovali,tra
cui il Cristoforo Colombo davanti ai Reali".
Da vedere anche il soffitto della sala, impreziosito
con "Storie di Amore e Psiche".
Foto realizzata
da: Giorgio
Sabatini
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