L'origine del convento rimane purtroppo ignota; lo si menziona per la prima volta in un manoscritto del 1275.
Il nome antico di questo luogo era Santa Maria di Campostrino, dovuto al fatto che, in tempi remoti, vi venivano bruciati i cadaveri . Nel 1914, quando fu rifatto il pavimento, vennero infatti scoperti diverse lapidi sepolcrali e tracce di un pilastro gotico.
Fu poi l'abate di S. Mercuriale che cedette la proprietà ai Servi di Maria.
Un'altro fatto storico di notevole importanza è la sepoltura nella Chiesa di Zeffira, prima moglie di Pino degli Ordelaffi, morta in circostanze misteriose e di cui tuttavia non rimane traccia nell'edificio.
Nonostante la perdita quasi totale dei documenti fino al XVII secolo, possiamo sicuramente asserire che questi religiosi occuparono un eremo preesistente. Dopo tale data, la documentazione pervenutaci resta comunque scarsa e discontinua; ad esempio la datazione del Coro per alcuni è da attribuirsi al XVIII secolo, per altri alla fine del XV secolo. La chiesa era comunque originariamente più bassa di oggi.
Il 10 Gennaio 1508 viene eretto il chiostro che oggi ci appare ormai malridotto, e in alcuni punti minaccia addirittura di rovinare.Dopo tale costruzione scarseggiano i documenti concernenti lavori importanti, all'infuori della totale trasformazione della chiesa dal gotico alla forma attuale nel 1645.
Da segnalare negli anni 1715-1721 la decorazione della cupola della cappella del Beato Pellegrino; il 4 Novembre fu poi inaugurato il nuovo altare, contenente l'urna di marmo con il corpo del santo. Il miracolo per cui San Pellegrino viene ricordato è rappresentato nel dipinto dell'altare, e cioè "San pellegrino che viene guarito in sogno dal Crocifisso".La notorietà di questo "Crocifisso tra Maria e Giovanni" è enorme, citato sia dai biografi di questo santo che dai critici d'arte.
Per quanto riguarda la restante iconografia, il motivo ricorrente è quello del quadro dentro il quadro. Le sculture della mensa sono inoltre di Domenico Toschini.
Altro elemento interessante è il monumento sepolcrale di Luffo Numai.
La parte più antica è comunque il Coro, l'unico in tutta la Romagna in stile gotico; gli autori sono però ignoti.

Foto tratta dal filmato realizzato da: Turroni Theno

 

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